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17 novembre 2013

Tornata a Bonn lo scorso 4 Novembre ho goduto dell'ultima settimana di ferie poltrendo comodamente a casa. Il programma iniziale prevedeva sveglia non prima delle 8, colazione abbondante e rilassata non più breve di un'ora, passeggiata in centro città e visita di almeno un museo al giorno.
Causa costante maltempo e pigrizia repressa la tabella di marcia ha subito un radicale cambiamento: sveglia non prima delle 10, colazione come da routine, riposo, pranzo, riposo, pilates, cena e nanna non prima delle due di notte.

Questo ritmo blando ha garantito la completa ricarica delle batterie, anche se molto più efficiente in tal senso è stata la botta di zuccheri ingerita domenica sera di ritorno dal "mercatino dell'usato per sole donne". Niente di più di mercato dell'usato al coperto, allestito in un edificio a due piani con vista sul Reno al di là di Kennedybrucke.
Il posto era affollato, all'ingresso si faticava a camminare e altrettanto gremita era la sala al piano di sopra, tanto zeppa che più volte io, Valentina e Elisa ci siamo perse di vista, spintonate da decine di donne di tutte le età intente a scavare, rovistare e lanciare abiti e accessori di ogni tipo, colore, taglia e annata, compresa biancheria intima visibilmente usata e neanche ben lavata...
Non essendo un'amante dello shopping non ho comprato nulla e non nego che l'idea di mettere qualcosa indossato da altri mi faceva venire i brividi. Si, ok, sono schizzinosa. Di ritorno dai pazzi non acquisti, Valentina ci ha portate in un'intima e accogliente tea-house. Toni caldi, candele accese, arredamento curato ma non ricercatissimo, più che altro un insieme di diversi stili abbastanza in armonia tra loro. Servizio molto cordiale, atmosfera rilassata, unico neo forse la qualità dei prodotti. Non fraintendetemi, le torte erano molto buone, solo me le aspettavo meno pannose e dai sapori più marcati, tutto qua.

La successiva settimana lavorativa è volata. Tante le novità e i problemi, nuovi colleghi e scadenze sempre più imminenti. Quale miglior modo per festeggiare l'epilogo della prima sette giorni di stress post ferie se non quello di cedere al quinto dei sette vizi capitali? Nessuno, affermo con superbia. E dunque via: capatina a casa di Laura dove ci aspettava un'international festa del ringraziamento. Ciance tra colleghi e rispettivi compagni, un pò di punch, un sorso di rosso dolciastro e via di corsa per un aperitivo in centro a base di long-island, pina colada e cosmopolitan.
Una volta riscaldati gli animi abbiamo puntato dritto dritto al rifocillamento in una delle ormai oserei dire tappe fisse di questo mio soggiorno tedesco, il Bonnsch: wiener schnitzel classica e ai funghi per le tradizionaliste Elisa e Vale, e un Hackbratenpfannchen per la progressista Iole (hamburger ricoperto con pomodori gratinati alla salsa olandese e contorno di patate tagliate a rondelle, rosolate in padella con cipolla, pancetta e prezzemolo) servito al tavolo direttamente in padella. 



Date le premesse, anche la settimana che mi aspetta non sarà molto facile. Mediteremo la valida ricompensa per il week-end.






Posted on domenica, novembre 17, 2013 by Unknown

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27 ottobre 2013

A funny and unusual present for you Shermaine, my best boss number 2. I hope you will appreciate it.
Enjoy your new amazing experience, learn more new tasty recipes and do not forget to write me! Especially about stupid and funny issues, LOL.
See you soon boss, maybe next year in Hong-Kong, maybe in Thailand in 2015, maybe in Italy in my future bee farm. We'll see.

All the best.
Take care.







Posted on domenica, ottobre 27, 2013 by Unknown

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22 ottobre 2013

La conta è iniziata signori. Siamo a un mese esatto dalla scadenza del mio contratto come tirocinante in quel di Bonn. E' ancora un pò troppo presto per fare il punto della situazione però la carrellata di ricordi, belli e brutti, di momenti esilaranti quanto deludenti e di storie da potare sempre con me, è già ben che fornita!
Tra le settimane deliranti per l'EcoMobility Festival, il breve ritorno in patria di settembre, la tonsillite (bastarda!) venuta a tradimento dopo le ferie e la folle lista di scadenze da rispettare al rientro nei primi di ottobre, il tempo per rilassarsi e divertirsi è stato veramente scarso. Fortuna che io e le mie complici ci siamo inventate delle comiche serate poker-dinner nate come originale ritrovo nel weekend, diventate poi golose occasioni per lo spetegules, caratterizzate da menù di n portate, alla fine delle quali, come immaginerete, era ben difficile che le carte vedessero il banco.

Il primo tentativo è stato un vero e proprio fiasco. Era un venerdì sera, dopo lavoro, a casa della mia capa seconda in grado. Si presumeva un menu leggero, la "cena tipo" delle famiglie di Hong-Kong: peperoni ripieni di carne macinata, pollo al curry con verdure (ricetta cinese) e branzini in umido, il tutto accompagnato dal classico riso basmati bollito.
Chicca sfiziosa 蒸水蛋 un semplicissimo piatto dalla consistenza simile al budino ottenuto sbattendo uova e acqua a temperatura ambiente, il tutto poi cotto al vapore e arricchito da un semplice intingolo di salsa di soya ed erba cipollina.






Inutile dire che dopo la strafogata venuta a chiudere la stressante settimana lavorativa, la forza di concentrarsi per un pokerino non c'era proprio.

La seconda poker-dinner è stata, al contrario, un successo senza pari: sfruttando il rinvigorente riposo del venerdì notte e dividendo i compiti con la compagna di avventure elisa, abbiamo portato un pò di Italia in quel di Bonn. Menu tradizionale, partendo da un antipasto freddo a base di olive ripiene di peperoni rossi, grissini e speck, bruschette di pane con pomodorini e carotine in pinzimonio. Portata principale: risotto alle zucchine preparato con Tracy e Shermaine che da tempo volevano scoprire i segreti per la riuscita di questo classico made in italy, mal riprodotto anche nei ristoranti più in di Hong-Kong come del resto del mondo. Tutto dipende dal tipo di riso, dalla tostatura, dalla cottura e non ultima la mantecatura. Confido abbiano imparato la lezione!
Elisa per l'occasione ha proposto un classico rustico senza tempo che si ritrova sulle tavole degli italiani nelle sue mille varianti, la torta salata con broccoli, pancetta e formaggio. Un abbinamento perfetto.
Vino Rosè a parte, la cena è terminata con un dessert non proprio o non esclusivamente italiano, il budino al cioccolato con base di biscotto e ricoperto da scaglie di cioccolato bianco e zucchero di canna. Come sia stato possibile giocare a carte fino alle 2 e mezzo di mattina dopo quest'indegna abbuffata ce lo dobbiamo ancora spiegare.

La terza e ultima poker-dinner di due sabati fa è stata, neanche a dirlo, una disfatta senza pari, sia per la mancata partita che per la dura prova sottoposta agli stomaci di tutte noi. Il menù particolarmente impegnativo necessitava che la chef in carica, me medesima, si servisse di un commis de cuisine, e chi meglio della mia capa Shermaine poteva prestarsi al gioco? Ormai pronta ad abbandonare per sempre (chissà) l'Europa per raggiungere Seul, non poteva esimersi dal seguire la sua ultima lezione personale di cucina italiana. In realtà è stato un teach-to-teach visto che tra antipasti, primi e contorni siamo passati dall'est-asiatico al mediterraneo.


Step 3: preparare l'impasto per il kimchi pancake (frittella coreana con verdure fermentate e
speziate) e i broccoli gratinati con panna, pangrattato, prezzemolo e pancetta.

Step 4: mani in pasta e preparare gli gnocchi di patate! So easy, so tasty but sooo laborious. 


Finalmente a tavola: ammirate elisa nella nostra posa tipo

Momento tanto atteso, quello della partita a poker? Macchéeeee quello del dessert no?! Una golosa torta tiramisù con base di pan di spagna bagnato al caffé, mascarpone montato con lo zucchero, pioggia di cacao e caffé in polvere, ulteriormente ingolosita da scaglie di cioccolato fondente. Va detto che accanto al caffé della foto c'era già pronto l'ammazzacaffé gentilmente offerto da elisa e valentina, le addette al bere per la serata. Personalmente avrei gradito anche uno stura lavandini...

Chiacchiere a non finire, siamo andate avanti a smangiucchiare e sbevecchiare fino alle 3 di mattina. Mitiche. Inutile dire che questi momenti già sono inclusi nella mia personal top ten from Bonn 2013.


Posted on martedì, ottobre 22, 2013 by Unknown

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15 settembre 2013

Altri 2 giorni e poi sarò finalmente a casa, siiiiiiiiiiiiiiiiii. Italia = pizza, pizza, pizza.
Non ce la faccio più! Da giorni sogno e immagino di addentare una buona pizza genuina come solo in Italia sappiamo fare!
Nel frattempo ho cercato di ingannare l'attesa e le papille gustative con qualche prelibatezza nostrana, anzi, qualche schifezza bella unta, tedesca e non solo.
Complice consapevole e consenziente di questi peccati di gola, la cara Elisa. Tra leonardo italiane (alcune) ci si capisce.
Nel giro di una settimana siamo passate dalle leccornie dolci e salate del Pützchens Markt, una delle fiere e parchi di divertimento più importanti di Bonn e di tutta la Germania, al fusion asiatico del Ding Dong Restaurant in pieno centro città.
La settimana scorsa, dunque, la pioggia e le nuvole minacciose non ci hanno intimorite. Gambe in spalla abbiamo percorso nel giro di un'ora quasi 5 km, andando da Kaiserplatz a Friedenstrasse e unirci così ai più di 2 mila turisti che il primo weekend di settembre di ogni anno vengono richiamati apposta nell'ex capitale tedesca.







Se all'andata la curiosità e le varie aspettative ci facevano andare a passo spedito, al ritorno, beh, eravamo comprensibilmente più "affaticate". Dalle ore di cammino prima e durante la fiera? Sì, anche, ma soprattutto a causa dei vari pitstop:

N. 1:  spiedini di frutta mista glassati al cioccolato fondente e bianco
N. 2: una calda, sfiziosa quanto unta Kartoffelpuffer
N. 3:  Currywurst e patate fritte, un classico di Bonn!
N. 4: champignon e cipolle alla piastra, un altro classico della fiera
N. 5: per concludere in bellezza, uno dei Re tra i dessert tedeschi, il waffle

Assalto n. 1
Assalto n. 2

Ovviamente tra un boccone e l'altro ci siamo fermate a sorseggiare delle fresche radler e anche delle grappette aromatizzate alla frutta, queste devo ammettere, del tutto inaspettate. Infatti, dopo il saporito piattino a base di funghi, avevamo proprio voglia di bere una birrozza fresca che ci dissetasse ma anche togliesse quella patina di unto che ormai aveva reso labbra e lingua insensibili.
Al chioschetto accanto abbiamo quindi ordinato due cosette che, dal menù affisso, ci sembrava potessero essere delle birre fruttate.
Lo sguardo basito dei vecchietti intorno ci aveva messo in effetti la pulce nell'orecchio, forse forse non stavamo ordinando solo delle birre e infatti...track, due belle bottiglie di alcool puro tirate fuori dal frigo e giù tutte in gola in un colpo solo.
Uno dei signori lì presenti era così divertito dalle nostre facce sorprese che ci ha chiesto di farci una foto. Ahahahaha che spasso!


















Va detto, a onor del vero, che tra le magnate e le bevute abbiamo passeggiato parecchio, girando in lungo e in largo gli 8 ettari allestiti tra attrazioni per bambini, stand di abbigliamento, alimentari, generi per la casa e, ovviamente, giostre vertiginose che abbiamo volontariamente evitato per riservare allo stomaco altre spericolatezze, esclusivamente caloriche, e non le abbiamo provate neanche tutte...


Bratwurst alla brace: mi hai provocato e la prossima volta sarai mio


Come dicevo, anche questo sabato non abbiamo avuto remore di alcun tipo e dopo ben 2 ore e mezza trascorse marciando a passo svelto in centro città, tra negozi e librerie, alla ricerca di mantelline per la pioggia, articoli per la casa e testi di lingua tedesca, una meritata cena sostanziosa ce la meritavamo tutta. Ardua la scelta tra il Tacos messicano, il buffet sushi all you can eat (già inserito nella mia "To try list") e il ristorante Asia mix. Alla fine ha vinto quest'ultimo e devo ammettere che ci è andata proprio bene: il Ding Dong restaurant offre un ricco buffet, rifornito continuamente dalla cinquina di addetti dietro le  friggitrici, piastre e fornelli; un assortimento di primi (spaghetti di soya, spaghetti al curry, riso), salse, secondi di carne, contorni di verdura fresca e insalatone miste, ma anche patatine fritte, involtini primavera, tempure e frutta in pastella
Ragazzi, per 6,99 euro riuscireste a dire di no a un piattone del genere?

Non chiedetemelo neanche!
Faccio pilates ogni giorno solo per questo!...
...e anche per qusti cocktail da paura.
Ah il Long Island, buono come questo l'ho bevuto poche volte!
Il prossimo sabato la breve capatina in madrepatria mi frutterà un altro cenone coi fiocchi...Pier, non mi deludere!!!

Posted on domenica, settembre 15, 2013 by Unknown

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18 agosto 2013

Lungi da me raccontare una di quelle barzellette alla "La sai l'ultima?", show televisivo del sabato sera di almeno una quindicina di anni fa. Questo simpatico incipit è semmai la premessa di una semplice e sfiziosa ricetta che consiglio spassionatamente a tutti quelli che il venerdì sera escono dall'ufficio con un alto livello di frustrazione e stress, accumulati durante una dura e lunga settimana di lavoro.

Ingredienti: 3 colleghi esasperati e una turista in visita da Hong Kong;
                       invito a casa della capa;
                       cucina con fornelli, forno e frigorifero a disposizione;
                       mix di paesi e culture.
Difficoltà: bassa.
Tempi di realizzazione: medio-lunghi.
Procedimento: appena uscite dall'ufficio accettate l'invito a casa della capa e prendete la prima metro in direzione Zentrum. Da qui proseguite a piedi verso Castell. A circa 100 metri dalla destinazione fermatevi al supermercato e prendete l'occorrente per fare una pizza rucola e prosciutto e un aperitivo a base di vino rosso, Martini bianco e Sprite- ricetta raccomandata dall'iberico del gruppo.

Una volta a casa assegnate i compiti in questo modo: lo spagnolo agli aperitivi con patatine/anacardi e cocktail; l'italiana al bancone per la pizza e le cinesi all'angolo "oriente" per i Jiaozi, meglio noti come ravioli al vapore.

Mentre la pasta per la pizza lievita, godetevi l'aperitivo in terrazza e ultimate la preparazione dei ravioli. Per questo passaggio vi consiglio di farvi aiutare dagli esperti presenti: sembra facile ma... 

Una volta messi i ravioli a cuocere nella vaporiera, preparare l'intingolo d'accompagnamento scaldando scalogno e peperoncino in padella con un pò d'olio; una volta raffreddato aggiungere salsa di soia e burro d'arachidi; amalgamare il tutto e aggiungere dei semi di sesamo. 

Nel frattempo mettete in forno la pizza, già stesa, cosprasa di pelati e il pomodoro fresco precedentemente lasciati a insaporire con sale, olio, pepe e origano, e ricoperta con la mozzarella.
Correte a tavola e cominciate la guerra al raviolo con gli appositi bastoncini.
Diversi da quelli del ristorante cinese.
Fidatevi, homemade are better!
Continuate a condurre una piacevole conversazione, fatta per lo più di frivolezze, battute, curiosità e gossip, alternando le lingue dei commensali, nello specifico italiano, spagnolo, mandarino, cantonese, inglese e tedesco. 

Per la riuscita della ricetta è essenziale:
evitare discussioni relative al lavoro, onde evitare che il vostro capo si inalberi e minacci di non servirvi la pizza con un fare autoritario sufficientemente convincente come quello che vedete nella foto accanto- e aggiungere un'abbondante manciata di castronate derivanti dal mix di lingue. L'effetto deve essere più o meno quello della foto qua sotto:

...sono un pò perplessa
Sfornata la pizza, portatela a tavola e...dateci dentro...


 ...ricordandovi di lasciare un pò di spazio per il dessert, in questo caso una ricetta tipicissima di Hong Kong: latte di cocco con melone zuccherino, fragole e perle di sago.

Dessert inedito per il mio palato, insolito per consistenza e sapore.
Largamente personalizzabile e a mio parere ottimo per la colazione
















Un grazie sincero a Shermaine, la mia capa in seconda, che ha organizzato in pochissimo tempo una stupenda seratina anti-stress, alla sua gentilissima amica Trecy che ci ha dato lezioni di cucina e di mandarino (o cantonese?) e ovviamente al creativo Chema e al suo humor spagnoleggiante!


Posted on domenica, agosto 18, 2013 by Unknown

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13 agosto 2013

Ma quanto sono fighi  i miei colleghi?! Hanno tenuto in caldo un´altra stupenda sorpresa per me.

Sapendo che faccio collezione di tazze, ne hanno fatta fare una con una mia foto scattata a tradimento in un momento di "ordinaria follia" mentre mi destreggiavo con forbici e righello nel disperato tentativo di suddividere la luuuunga agenda di contatti media che ho ricercato e messo insieme fino ad oggi!


Con l´ausilio di photoshop e l´immensa fantasia di Chema, la chitarra ha preso il posto dei miei strumenti da art-attack e voi-la, la sola, unica e inimitabile tazza Iole al mondo!


Posted on martedì, agosto 13, 2013 by Unknown

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12 agosto 2013

Quasi un mese è passato dal mio ultimo post e non me ne sono resa conto. Tra il lavoro che aumenta con nuove mansioni, nuovi problemi, nuove richieste assurde da soddisfare e soprattutto il peso di 25 anni da portare sulle spalle, non ho proprio avuto il tempo di aggiornare il diario di questa mia parentesi tedesca.
Un compleanno diverso dai precedenti, sicuramente il primo all'estero e con altrettanta certezza tra i più sorprendenti.
Prima di tutto perché i miei colleghi hanno inscenato una falsa intervista con l'ente di informazione internazionale Deutsche Welle solo per trascinarmi fuori dall'ufficio e portarmi a pranzo in un localino poco distante. Geniali! Per tutto il tragitto dall'ICLEI a quella che presumevo fosse la sede della DW cercavo di unire mentalmente qualsiasi informazione sul Festival che stiamo organizzando in Corea, in modo da non fare la figura dell'impreparata in caso di una domanda da parte della giornalista.
Nel frattempo cercavo di far capire alla mia capa che, visto il mio ruolo nell'organizzazione del Festival, non ero la persona più adatta da proporre per l'intervista e la sua convinzione nel ritenermi assolutamente all'altezza non mi aiutava per niente mentre cercavo di fare mente locale, prendendo nervosamente appunti sul blocknotes che mi ero portata dietro, il tutto mentre camminavo sotto il sole cocente delle 12:45 con un treppiede sotto braccio.

Inutile descrivere la faccia che ho fatto quando, seduti al tavolo, con la macchina fotografica in posizione, con dipendenti e clienti intorno, i miei colleghi hanno urlato "Happy Birthday!".
E la sorpresa non era finita lì, perché di ritorno in ufficio ho trovato una cartolina d'auguri firmata dal resto dello staff, con un simpatico collage realizzato da Chema, il grafico del mio comms team e un vassoio pieno di muffin al limone fatti in casa, tuuuuttti per me, dalla mia carissima capa in seconda Shermaine. Erano deliziosi!


Un precompleanno del genere, organizzato proprio l'ultimo venerdì lavorativo prima del mio breve periodo di ferie, non poteva che continuare altrettanto magnificamente con l'arrivo del papi dall'Italia!
Ed è cosi che il 2 agosto alle ore 20:30 è iniziata la 5 giorni di abbuffate e bevute a tutto spiano, tra la Germania, l'Olanda e il Belgio. Non ci credete? Ecco le prove:

Paprika Schweineschnitzel con controrno di
insalatina mista e patate fritte...per preparare lo stomaco
Kirschweizen (succo di ciliegia + Weizen bier)
 e Pils bier in attesa del pranzo...
...Fajitas di manzo con verdure e tortillas  + chicken nuggets e patate fritte
Cena leggera, a base di solo alchool:
Bloody Mary por la señorita e Long Island por l'ombre
Una cenetta leggera al James Joyce in Poppelsodorf:
petto di pollo ai ferri e costolette alla brace
con verdura (poca) e patatine (a vonde)
Se a Maastricht mangi 1 kg di cozze (a testa) + patatine...
...e ti fermi a ogni vetrina con in mostra cioccolatini prelibati...

...o con succulente torte di ogni gusto e dimensione...

...non puoi certo pensare che a Liegi non sarai tentato!
Per non esagerare
Dopo tutti questi stenti, ci voleva un pò d'abbondanza:
pandisch con pollo, crauti e mousse di patate
 
Lo spazio per il dolcetto si trova sempre!

La colazione perfetta: prima un tortino di mele...
...poi una mousse ai ribes e cioccolato.

Della serie non ne ho mai abbastanza:
burritos di pollo con insalata mista e patate fritte
A dire il vero più che una vacanza questi 5 giorni son sembrati un training per le olimpiadi dei mangiatori senza fondo, ma ho trovato anche il modo di smaltire tutte le calorie assunte, visitando ogni cantuccio di Bonn e non solo!
Tappa d'obbligo la Casa natale di Beethoven, situata in pieno centro: come ho scritto sul libro di memorie presente al museo, visti i 4, 5 euro di biglietto d'entrata, mi aspettavo un'esposizione curata e libera, invece niente foto concesse all'interno, didascalie solo in tedesco, alcuni piani non visitabili, personale non sempre cordiale e sovraffollamento a causa degli immancabili gruppi asiatici. Come detto, essendo questa una delle più rinomate attrazioni dell'ex capitale germanica, non può essere evitata, ma è meglio andarci con poche e basse aspettative.


















Altri due must del nostro itinerario sono stati il Freizeitpark Rheinaue con la visita del giardino Giapponese al suo interno e la lunga passeggiatina sul lungo Reno, il centro storico della città e ovviamente il mitico castello di Poppelsdorf che ospita il Museo di Minerali, il dipartimento di Zoologia e il magnifico giardino Botanico.



La varietà di piante è davvero notevole, dalle ninfee naturali o ricavate alle piante grasse del Messico e dell'africa, dalle pià comuni piante ornamentali a quelle tropicali con i fiori dalle forge più strane. 






Marktplatz, Maastricht


Come anticipato non siamo rimasti entro le mura cittadine, ci siamo spinti oltre ben tre confini affrontando con impavido coraggio le lunghe, lente e interminabili code. Considerata la bellezza delle cittadine scelte, posso dire senza ombra di dubbio che ne è valsa la pena, anzi, Maastricht e Liegi sono due mete rivisitare, la prima decisamente più piccola e timida, meno turistica, con stupendi scorci da scoprire lungo le piccole e strette stradine di porfido, circondate da tante palazzine accostate le une alle altre, delle architetture completamente diverse, ma nell'insieme piacevoli. Anche qui ponti a non finire sul fiume Mosa, da cui è possibile vedere le guglie più alte della città e i particolari tetti in ardesia.




Quanto a Liegi, che dire? Stupenda! Una città viva, affollata, dai mille colori, profumi e sapori. Moltissime etnie e lingue, tantissimi giovani e altrettanti attività di ogni tipo: dai centri commerciali in pieno centro storico, alle panetterie e pasticcerie artigianali, ristoranti etnici e di cucina locale, negozi d'abbigliamento e scarpe ovunque, pelletterie, librerie, gioiellerie e mercatini di frutta e verdura nelle piazzette che si interpongono tra l'Opera, lo spazio Saint Lambert di fronte al Palais des Princes évèques e la grande Piazza della Cattedrale. La consiglio vivamente!

Tornati in quel di Bonn, la breve vacanza non poteva che concludersi a casa del dolcissimo Hans Riegel e del suo simpatico orsetto di fama internazionale!

Posted on lunedì, agosto 12, 2013 by Unknown

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